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Luigi XIV il Re Sole PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Luigi XIV il Re Sole
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Ancora storia di Parigi:

Parigi e l' Illuminismo
Una delle epoche che maggiormente ha condizionato l' età moderna è sicuramente la così detta eta del lumi.
l' illuminismo ebbe il suo epicentro proprio a Parigi in seguito anche alla nascita prima e alla presa di coscienza poi della classe Borghese
 
Storia di Parigi
Cercheremo nel tempo di descrivere le personalità che hanno reso grande Parigi nel mondo e di raccontare man mano le gesta e la quotidianità di chi ha fatto la storia di Parigi.
 
E
quilibrato, riflessivo, sempre padrone di sé, prudente, prediligeva le intelligenze limpide e analitiche: di qui la fortuna di Jean-Baptiste Colbert; ma tanta e orgogliosa fiducia aveva in sé da ritenersi convinto della propria 'infallibilità': 'Solo la prudenza del principe forma i buoni ministri'. Si occupò molto di teatro, soprattutto dopo aver visto Moliére al Louvre.
Nel 1680 venne creata la Commedie Francaise, l’ unica compagnia teatrale autorizzata a recitare in francese a Parigi.
Anche dal punto di vista urbanistico ci fu grande fermento; Si diede il via alla demolizione di tutte le mura di cinta della città per fare di Parigi una città aperta e monumentale.
Venne creata una grande passeggiata alberata che prese il nome di Grands Boulevards.
Nella stessa passeggiata vennero innalzate due nuove porte , la porte Saint Denis e la Porte Saint Martin, due archi di trionfo che servirono da modello per i futuri archi di trionfo francesi.
Contemporaneamente Colbert ( primo ministro) progetto due nuovi ingressi alla città. Il Coeur de Vincennes e gli Champs- Elysées completato solo del ‘700. Sempre a loro si deve la realizzazione de la Place des Victoires e la Place Vendome, giunta fino a noi nelle sue forme originarie.
Ma fu l’ aspetto della politica del Re Sole che maggiormente lascia un ‘ impronta sul suo Regno e nella Storia di Francia e di tutta Europa. Nonostante infatti amasse circondarsi di poeti, attori e artisti di ogni genere, oltre che di belle donne, buona parte della sua attenzione era rivolta alla politica interna e successivamente a quella estera, supportato dal suo primo Ministro Colbert.
La nobiltà fu lentamente addomesticata alla corte, le compagnie di funzionari furono poste sotto il controllo degli intendenti. I giansenisti, trattati nuovamente con rigore, suscitarono incidenti a Port-Royal de Paris e in parecchie diocesi; il tutto terminò nel 1668 con la tregua provvisoria detta la pace della Chiesa. I sollevamenti popolari, anche se meno frequenti, furono spietatamente repressi. Nel 1665 il re e Colbert incaricarono un consiglio di giustizia della redazione di diverse costituzioni (ordonnance): la costituzione civile (code Louis, 1667), la costituzione delle acque e delle foreste (1669), la costituzione penale (ordonnance criminelle, 1670) e il codice mercantile (1673). Il re si impegnò, anche, in un energico assestamento delle finanze. Tramite una severa contabilità e una diminuzione degli oneri dello stato, nonostante la carestia che colpì il regno nel 1661-1662, Colbert riuscì ad assicurare l'equilibrio del bilancio fin dal 1662, grazie anche allo sviluppo delle esportazioni e all'estensione delle corporazioni. Luigi XIV seguì ancor più da vicino, dando il meglio di sé, la politica estera preparandosi all'apertura della successione spagnola. Dopo la morte di Filippo IV, avvenuta nel settembre del 1665, il re e Turenne prepararono l'invasione dei Paesi Bassi, in quanto la Spagna non aveva riconosciuto il diritto della Francia su questi territori. La guerra, detta di Devoluzione (1667-1668), portò, alla fine, solo alla conquista di dodici città di Fiandra, tra cui Lilla, Douai e Tournai, a causa dell'intervento olandese che limitò notevolmente le ambizioni francesi. Tra il 1668 e il 1672 il re attuò una accorta politica per la sua rivalsa: isolò diplomaticamente l'Olanda, si assicurò l'appoggio dell'Inghilterra e la neutralità delle altre potenze europee. Nel 1672 iniziò la guerra contro l'Olanda. Il 12 giugno gli eserciti francesi passarono il Reno e il 20 entrarono a Utrecht; la loro avanzata si fermò ad Amsterdam, in quanto gli olandesi, aprendo le dighe di Muiden, avevano sommerso gran parte del paese. Nel frattempo, Guglielmo d'Orange, riuscì a formare una coalizione europea contro la Francia, che in questo modo si trovò da sola a dover combattere su diversi fronti. La stanchezza di tutti i belligeranti condusse, nel 1678-1679, alla firma dei trattati di Nimega secondo i quali l'Olanda non perse nulla e la Spagna cedette alla Francia la Franca Contea, il Cambrésis e le nuove conquiste in Fiandra e nello Hainaut. Questa guerra, però, provocò pesanti problemi finanziari al paese e Colbert si vide costretto a ricorrere a espedienti quali l'aumento delle imposte, la vendita delle cariche e la creazione di nuove tasse con la conseguente scomparsa di parecchie manifatture e compagnie commerciali. Il re, tuttavia, continuò a preoccuparsi della sua gloria e nonostante la precaria situazione finanziaria, investì molto denaro per far trasformare il padiglione di caccia a Versailles nella sua reggia, dove, nel 1682, la corte si stabilì ufficialmente. Luigi XIV volle anche far valere i suoi diritti sulla Chiesa di Francia e tutto ciò lo portò in conflitto con il papa. Il clero di Francia, durante l'Assemblea del 1682, adottò una dichiarazione detta dei quattro articoli di ispirazione gallicana e ostile a Roma. Inoltre, a partire dal 1679, Luigi XIV, nell'intento di ristabilire l'unità della fede mediante la conversione di tutti i protestanti, istituì le dragonnade o dragonnate, cioè missionari con gli stivali che grazie alle loro brutalità ottennero numerose conversioni. In politica estera, dopo Nimega, intraprese una politica di riunioni alla corona e di annessioni in piena pace (in particolare quella di Strasburgo nel 1681) sollevando proteste in tutta l'Europa. La Spagna, direttamente interessata nell'invasione del Lussemburgo, non trovò l'aiuto di nessun paese europeo e si vide costretta a firmare a Ratisbona, il 15 agosto 1684, una tregua di venti anni con la Francia. Il re, in questi anni, sposò segretamente la signora Maintenon, cominciò a pensare sempre più alla sua salvezza e al culto di se stesso. Con la morte di Colbert nel 1683 e quella di Le Tellier nel 1685, il re iniziò a governare in maniera sempre più assolutistica, con i ministri, più che mai, semplici esecutori. In politica estera, continuò a far pesare la sua presenza. Nel gennaio del 1685 obbligò il doge di Genova a recarsi personalmente da lui per scusarsi di aver aperto il porto alle galere spagnole e nel marzo, dopo la morte dell'elettore palatino, rivendicò una parte del Palatinato in nome della duchessa d'Orléans, sorella dell'elettore scomparso. Questi e altri fatti portarono alla formazione, nel luglio del 1686, della Lega di Augusta che riunì Leopoldo, il re di Spagna, e molti principi tedeschi per opporsi a Luigi XIV. Tra l'altro, visto che nel 1688, Innocenzo XI non aveva nominato il candidato scelto dal re per la sede episcopale di Colonia, Luigi XIV fece occupare il Comtat Venaissin, possesso pontificio, il vescovado di Colonia e anche il Palatinato del quale ordinò la devastazione. Iniziò, così, la prima delle due grandi guerre che portarono il regno alla fine. La coalizione contro la Francia comprendeva, oltre ai firmatari della lega di Augusta, la Savoia e Guglielmo d'Orange, statholder d'Olanda che, dopo la rivoluzione inglese del 1688, divenne re d'Inghilterra con il nome di Guglielmo III. Nel 1690 la flotta francese vinse al Beachy Head ma venne parzialmente distrutta due anni dopo a La Hougue; nel frattempo gli alleati fallirono vari tentativi di invadere la Francia. La guerra impoverì sempre più le finanze dello stato.
 

Sempre Parigi