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Luigi XIV il Re Sole PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Luigi XIV il Re Sole
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La Francia del Re Sole, Luigi XIV ( 1643-1715)

Ancora storia di Parigi:

Parigi e l' Illuminismo
Una delle epoche che maggiormente ha condizionato l' età moderna è sicuramente la così detta eta del lumi.
l' illuminismo ebbe il suo epicentro proprio a Parigi in seguito anche alla nascita prima e alla presa di coscienza poi della classe Borghese
 
La Belle Epoque

La Belle Epoque a Parigi: a Parigi è nata la mondanità e tutto ciò che diventerà divertimento e intrattenimento

 
Luigi XIV è stato senz'altro uno dei più  grandi Re della storia di tutti i tempi e questo, come nella maggior parte dei casi, nel bene e nel male. Re di Francia (1643-1715). Primogenito di Luigi XIII e di Anna d'Austria, regnò fino al 1651, anno in cui entrò nella maggiore età, sotto la reggenza della madre, alla quale dovette soprattutto la propria educazione religiosa; e fino al 1661 sotto il governo effettivo del cardinale Giulio Mazzarino, tutore paterno e lucido, che gli inculcò le nozioni pratiche necessarie a un re per ben governare.
Visse fino al 1649 al Palais-Royal, donde, nella notte del 6 giugno, divenute pericolose le agitazioni frondiste, venne fatto fuggire a Saint-Germain: quella fuga e la vita errabonda della corte durante la Fronda gli lasciarono una profonda diffidenza nei confronti dei Parigini, del parlamento e dei Grandi, ai quali ultimi non affidò mai cariche politiche. Insediatosi al Louvre il 21 ottobre 1652. L'educazione di Luigi XIV venne affidata a un istruttore, il marchese di Villeroy, e a un precettore, l'abate di Beaumont de Péréfixe, futuro arcivescovo di Parigi, controllati dal primo ministro, cardinale Mazzarino. L'istruzione che ne derivò, fu insufficiente. Luigi XIV imparò un poco di francese e di latino, ancor meno di spagnolo e d'italiano. La sua educazione militare e politica fu, invece, molto approfondita. Mazzarino lo associò, molto presto, al lavoro dei ministri. Questo apprendistato riguardò soprattutto gli affaires du dehors, gli affari esteri, maggior preoccupazione del cardinale, mentre gli affaires du dedans, gli affari interni, vennero appena accennati al giovane. L'insegnamento di Mazzarino fece sviluppare nel re il gusto della dissimulazione e il disprezzo degli uomini. L'influenza della madre, molto più discreta, determinò i sentimenti religiosi e il senso della grandezza reale. Il 9 giugno 1660 sposò, a suggellare il trattato dei Pirenei (1659), l'infanta Maria Teresa d'Absburgo-Spagna, la quale rinunciò ai diritti sull'eredità spagnola in cambio di una dote di 500.000 scudi d'oro che non le venne mai versata. Il 10 marzo 1661, ossia il giorno successivo alla morte di Mazzarino, convocò il cancelliere Séguier e il Consiglio per significar loro il divieto di decidere o intraprendere alcunché senza avergliene prima riferito. Iniziò da quel momento il suo regno personale: “ Lo Stato sono Io” .Invero di quel giovane sovrano silenzioso, apparentemente apatico e dedito soprattutto agli amori più o meno facili (serio, peraltro, era stato quello per Maria Mancini, nipote di Mazzarino), si ignoravano l'intimo vigore, l'eccezionale capacità di lavoro, le ambizioni smisurate, il senso dello Stato della responsabilità, della regalità. Diversamente dal padre, si rivelò, come il nonno, Enrico IV, un gaudente: le sue grandi favorite si chiamarono Louise de La Vallière, che gli diede quattro figli, e la marchesa di Montespan, che gliene diede otto (gli uni e gli altri, poi legittimati), mentre dalla regina ebbe un solo erede, il Gran Delfino, cui sopravvisse. Nonostante le esortazioni di Bossuet, del père La Chaise e della Maintenon, considerò sua norma l'adulterio; ma nel 1684, vedovo, mirò ad assicurarsi la salute eterna sposando, morganaticamente, la 'Messaggera della Provvidenza': la Maintenon.
 


 

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