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Parigi e l' Illuminismo PDF Stampa E-mail

Ancora storia di Parigi:

La Belle Epoque

La Belle Epoque a Parigi: a Parigi è nata la mondanità e tutto ciò che diventerà divertimento e intrattenimento

 
Merovingi e Carolingi
Importante periodo della storia di Parigi è quello del dominio in città dei Merovingi, con un crescere di opere e di sviluppo e il successivo periodo di decadenza sotto i Carolingi
 
L’Eta’dei lumi e l’ Illuminismo

Il settecento fu un secolo importantissimo per la Francia, Parigi e per tutto il Mondo
Dal punto di vista architettonico e urbanistico vide intensificarsi l’ attivita’ costruttiva, con le prima normative che limitavano l’ altezza delle case e la distanza tra le stesse.
Con Luigi XV e Luigi XVI ( dal 1715 al 1793) fu la Rive Gauche a conoscere un grande sviluppo abitativo, con la costruzione di magnifici palazzi, secondo il nuovo stile Neoclassico, tra cui il Palais Bourbon, oggi sede della Camera dei Deputati.
Sulla Riva destra invece ci si spinse a costruire oltre il limite dei Grands Boulevards.
Al centro di Parigi, invece, si portarono a termine opere gia’ incominciate nel secolo precedente, come le Champs Elisees e il Coeur de Vincennes.
A  Meta’ del 700 fu inaugurata un’ altra grande Piazza di Parigi, Place de la Concorde, andando a costituire il primo es. di piazza aperta, cioè non circondata completamente da palazzi. L’ opera simbolo del 700 rimane però la realizzazione del Pantheon, allora Chiesa di Sainte Genevieve, cominciata dall’ architetto Sofflot nel 1758 in seguito a un voto del re  Luigi XV, e terminata solo nel 1789, quando entrambi i protagonisti erano gia’ morti.
Resta la più grande opera  del neoclassicismo francese, con la sua pianta a croce e la cupola centrale.
Dal punto di vista culturale, la Francia e la sua capitale erano entrati in pieno Illuminismo
Nel XVIII secolo venne a delinearsi un movimento culturale, detto appunto "Illuminismo", che prendendo  avvio dalle idee dell'Empirismo filosofico di Locke, Berkeley e Hume, ebbe come centro di diffusione
la Francia, grazie a filosofi come Voltaire, suo maggiore esponente, Montesquieu, Diderot, D'Alembert, Rousseau... tutti collaboratori della grande "Encyclopedie ou dictionnaire raisonné des sciences et des mètiers", un'opera che fu strumento di diffusione di un nuovo pensiero basato esclusivamente sull'esaltazione della "ragione" e sulla negazione di ogni speculazione di tipo metafisico e religioso. Con questa Enciclopedia si identifica "l'età dei lumi", così detta in contrapposizione all'oscurantismo medievale dogmatico ed astratto. Artefice di questi mutamenti è la nuova classe borghese, la quale cominciava a provare insofferenza per le vecchie regole che mettevano al vertice della società e del potere, le classi privilegiate.Nel XVIII secolo si assiste al graduale formarsi di una coscienza politica univoca e ben determinata dei vari ceti borghesi. Ancora incerta e divisa sul piano dell'azione poli­tica, questa vasta fascia sociale trova una forte unità sul terreno ideologico. Sulla scorta dei tangibili sintomi di benes­sere materiale, si afferma e si diffonde l'idea di un immu­tabile  progresso  che governa le vicende umane e sociali. L'apparire delle macchine, la necessità di un più spinto sfruttamento del lavoro umano, l'esigenza di una più equi­librata gestione finanziaria dello stato, elementi che stanno alla base del moderno capitalismo, inducono l'avanguardia della classe borghese, l'intellettuale-filosofo del XVIII secolo, a rivendicare vaste trasformazioni nel dissestato organismo della monarchia assoluta. Tra il 1715 e il 1770 un generoso dibattito illumina la cultura francese: la storia delle isti­tuzioni e l'economia, nuovi sistemi di organizzazione sociale, i limiti del sistema feudale sono al centro delle preoccupa­zioni intellettuali dei filosofi. In questi anni insomma la Francia scopre se stessa, si osserva e si studia, e la cultura borghese vaglia a uno a uno tutti gli elementi che com­pongono l'assetto economico, sociale e politico dell'antico regime, tenta di spiegarli, di comprenderne le origini lontane, ma spesso li pone sotto accusa e li condanna.

 

Sempre Parigi