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Pagina 1 di 3 Pablo Picaso è considerato il più grande o uno dei più grandi artisti del XX secolo: ha diviso la propria vita tra la Spagna e Parigi, riuscendo a trasmettere in tutte le sue opere l' essenza di queste due grandi realtà europee.
Lo spirito di Parigi da sempre liberale e la sofferenza della Spagna franchista
Pablo Picasso visse a lungo nella capitale francese e vi morì nel 1973.
nel 1900 effettua il suo primo viaggio a Parigi per poi viverci per almeno 50 anni tra i quartieri degli artisti di Montparnasse e Montmartre. Dal 1901 al 1904 Pablo Picasso sviluppa quello che più tardi verrà definito il suo «periodo blu». Esso corrisponde a un momento particolare della sua vita, nel quale il giovane pittore vive tra Barcellona e Parigi .
Il nome a questo periodo deriva dal fatto che Pablo Picasso usava dipingere in maniera monocromatica, utilizzando prevalentemente il blu in tutte le tonalità e sfumature possibili. I soggetti erano soprattutto poveri ed emarginati. Pablo Picasso li ritraeva preferibilmente a figura intera, in posizioni isolate e con aria mesta e triste. Ne risultavano immagini cariche di tristezza, accentuata dai toni freddi (blu, turchino, grigio) con cui i quadri erano realizzati. Nel 1904, Pablo Picasso si stabilisce definitivamente a Parigi e trova uno studio nel famoso «Bateau-Lavoir» di rue Ravignan, prendendo così una decisione di importanza capitale in quanto nella vita culturale parigina, la sua arte trovò innumerevoli stimoli fecondi.
Diverse donne in questo periodo come durante tutta la vita del pittore furono ispirazione dei quadri più belli mai fatti nel 1900.
In Parigi Picasso trovava forse quella libertà di espressione che non riusciva a scorgere nella Spagna Franchista da sempre disprezzata dall’ artista.
Dal 1905 alla fine del 1906, Pablo Picasso schiarisce i colori dei suoi quadri, utilizzando le gradazioni del rosa che risultano più calde rispetto al blu. Inizia quello che verrà definito il «periodo rosa». A dire il vero, si può a malapena parlare di un «periodo rosa», ma è innegabile che a partire dal 1905 Pablo Picasso si libera dagli eccessi del sentimentalismo che aveva caratterizzato le sue opere precedenti e che da allora gli ocra, le terre, i rossi cominciano a scaldare la sua fredda tavolozza. I saltimbanchi sognanti che egli dipinge a quel tempo non rivelano solamente l'amore del pittore per il circo, ma anche una visione meno esasperata della vita (legata forse alla diminuzione della miseria degli anni vissuti a Montmartre) e una modificazione della sua teoria estetica. In particolare, cambia la relazione tra il soggetto e la pittura. Fino al 1905, cioè, la pittura non aveva altra funzione che quella di descrivere il soggetto, senza escludere una deformazione espressionistica, ma tuttavia con gran rispetto per la realtà descritta. In seguito, tendono ad affermarsi le emozioni propriamente materiali della pittura: così, un particolare tocco di rosso viene ad avere la stessa importanza del sentimento della malinconia o della tenerezza materna. Inoltre il disegno tende a essere semplificato. Pablo Picasso non pensa certamente di eliminare dai suoi quadri la rappresentazione delle emozioni: al contrario, gli pare più giusto esprimere i sentimenti invece di descriverli.
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